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Cronaca, semiseria, della mia partecipazione al PePCon 2016

Nel 2014, quando partecipai, come spettatrice, all’edizione del PePCon di Chicago, non avrei mai immaginato che, 2 anni dopo, avrei ripetuto l’esperienza in qualità di speaker!

Ero rimasta molto colpita dal livello di preparazione degli speaker e, nonostante la mia ottima conoscenza dei software Adobe, dalla loro capacità di evidenziare aspetti che mi erano ancora sconosciuti o semplicemente dal loro modo di mostrarne alcuni da un punto di vista diverso rispetto a quello che avevo, fino a quel momento, considerato.
Mi avevano letteralmente lasciato a bocca aperta.
Ero uscita dalla mia prima esperienza al PePCon 2014 carica di energia positiva per le nuove nozioni acquisite, ma anche per aver respirato un’aria molto diversa da quella che ho sempre trovato qui in Italia. Un gruppo coeso di professionisti altamente specializzati nel mondo dell’editoria cartacea e digitale, con una spiccata predilezione per la creatività; tutti, indistintamente, molto amichevoli e disponibili a collaborare fra loro e soprattutto con i partecipanti.
Un atteggiamento molto raro dalle nostre parti, dove la regola è quella di mettersi in mostra il più possibile e, appena possibile, cercare di emergere anche a discapito del collega che esercita la stessa professione.
Quando gli organizzatori AnneMarie Concepciòn  e David Blatner (titolari del famoso sito web: IndesignSecrets.com) mi hanno inviato il modulo da sottoscrivere per essere speaker all’edizione del PePCon 2016 a San Diego, non pensavo potesse diventare realtà.

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AnneMarie mi aveva visto all’opera quando, tornata da Chicago carica di entusiasmo, mi sono cimentata nell’organizzazione di un evento di formazione/informazione sull’editoria digitale a Verona, che ho chiamato Digital Publishing Explorers.
Si trattava del mio primo evento in veste di organizzatrice e ho deciso di invitare AnneMarie come speaker internazionale vista la profonda ammirazione preofessionale che avevo nei suoi confronti dopo averla conosciuta a Chicago.
Forse, anche AnneMarie ha notato il grande entusiasmo e la passione che ho nei confronti del lavoro che svolgo e ha pensato che potessi essere all’altezza di far parte del loro gruppo di speakers.
Dopo una prima fase di euforia, ho dovuto mettere i piedi in terra e considerare il mio livello di conoscenza della lingua inglese. Mi occupo di formazione e consulenza da 20 anni,  ho parlato a tanti gruppi di persone, il numero più alto è stato durante un evento Adobe davanti a 300 persone, ma non avevo mai considerato il fatto di farlo in inglese!
Non ho avuto bisogno di troppo tempo per decidere che l’esperimento andava fatto.
Mi sono concentrata sul perfezionamento della lingua, sulla realizzazione delle slide in inglese (facendomi aiutare da una traduttrice madrelingua) e mi sono lanciata in questa nuova e stimolante avventura.

In viaggio verso San Diego

Questa volta, oltre al collega Claudio, ho coinvolto anche la collega Annamaria e mio marito.  Dopo qualche riunione organizzativa per decidere le date e le tappe da fare, siamo partiti alla volta di San Francisco, prima tappa del viaggio verso il PePCon.

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Dopo aver trascorso qualche giorno a zonzo per la California, doveroso visto il costo del volo, il nostro inglese ha cominciato a “scaldarsi” e tutti abbiamo notato che, giorno dopo giorno, le persone incontrate nelle varie localitá attraversate, cominciavano a capirci.
Incredibile come l’essere umano sia in grado di adattarsi alle situazioni ed agli ambienti nei quali viene inserito. Quando rifletto su questo, penso che “gli umani” siano esseri privilegiati, anche se, non sempre, siamo in grado di apprezzare e sfruttare questa attitudine all’adattamento che ci ha permesso di arrivare fino ad oggi.

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In compenso, siamo rimasti fortemente colpiti dalle dimensioni delle porzioni di cibo che in ogni luogo venivano proposte. Un fetta di torta (porzione singola) corrispondeva ad 1/4 dell’intera torta!
Questo, a primo avviso insignificante dettaglio, ci ha fatto riflettere sullo spreco di cibo, perpetuato per tutta la nostra permanenza negli USA, nonostante i nostri tentativi di condividere i piatti fra noi nella speranza di ridurre gli avanzi.
In ogni caso, tutte le tappe intercorse fino all’arrivo a San Diego, sono state ricche di emozionanti incontri con persone del luogo ed immersioni in esperienze naturalistiche d’eccezione.
Quando capiterá di nuovo di poter sfamare degli scoiattoli o vedere la nascita di un leone marino in diretta? Oppure essere avvicinati da un giovane elefante marino che, incuriosito, si arrampica fino alla distanza di 50 cm da voi?
La nostra base operativa, per tutta la durata della permanenza a San Diego è stata una bellissima costruzione americana trovata attraverso l’app Airbnb, situata a poche miglia da downton, di proprietá di un fotografo ed arredata in modo squisito.
Tre camere da letto, 2 bagni, un giardino con barbecue e dei vicini molto accoglienti.
L’ospite ci ha fornito una guida in PDF con le istruzioni dettagliate per gestire la casa:

  • apertura/chiusura dei vani di accesso, tutti dotati di codici di sicurezza;
  • regole della casa (utilizzo della lavanderia, accesso alle biciclette ecc);
  • suggerimenti per i luoghi più vicini per fare colazione, pranzo e cena;
  • dove fare shopping e come raggiungere i mezzi pubblici.

Ogni dettaglio era perfettamente descritto nella guida che abbiamo scaricato prima di partire, ma che abbiamo trovato, anche stampata, al nostro arrivo.
Non era la prima volta che utilizzavamo Airbnb per alloggiare, anche nel 2014 abbiamo trovato un’ottima sistemazione a Chicago per la nostra prima edizione al PePCon.
Arrivati in serata, il 4 giugno, a San Diego, abbiamo avuto giusto il tempo di cenare e sistemarci per la notte.

Primo giorno del PePCon: Domenica 5 giugno

Siamo stati accolti con un caloroso benvenuto dagli organizzatori e dal loro efficientissimo team: AnneMarie Conception e David Blatner, Merci Eversole e Steve.
In pieno spirito americano, in cui fare formazione, networking e community significa anche divertirsi ed apprendere nuovi strumenti in un ambiente piacevole e rilassante, nella borsa “da spiaggia” (che è stata fornita a tutti gli iscritti ed agli speakers), abbiamo trovato un salviettone arancione, brandizzato PePCon, ed un pallone gonfiabile da utilizzare nella piscina del Mariott Hotel, sede della conferenza.
Per quanto mi riguarda, l’accoglienza come speaker è stata ancora più calorosa: molti speakers dell’edizione precedente si ricordavano della mia coraggiosa presentazione del 2014, durante la quale avevo raccontato, nella serata “Ignite InDesign”, l’esperienza di Flow Magazine e l’uso di Adobe DPS. Una piacevole sorpresa!

Dopo le presentazioni, mi sono apprestata a seguire la prima sessione in programma: Chad Chelius presentava una sessione molto approfondita sui formati per gli eBooks, le loro caratteristiche, i vantaggi, gli svantaggi e soprattutto i consigli in cui intervenire sul formato .ePub utilizzando:

  • eCanCrusher
  • TextWrangler
  • oxygenXML
  • BBEdit

Una seconda parte è stata dedicata ai Metadati ed una terza alle funzioni di InDesign (stili, struttura del file per esportare il formato .ePub, controllo dei contenuti, sommario di navigazione ecc). Questa terza parte mi era giá nota, ma è stato interessante confrontare il metodo di esposizione dei contenuti di un altro speaker.

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In parallelo alla sessione di Chad, altre 3 sessioni erano in svolgimento. Solitamente la prima giornata e l’ultima di conferenza sono sempre dedicate a delle sessioni formative di approfondimento, mentre le 2 giornate centrali accolgono un numero maggiore di interventi con ritmo più sostenuto, della durata variabile fra i 30′ 45 e 60 minuti l’uno, secondo gli argomenti trattati.

Al termine della prima giornata tutti gli speakers e gli organizzatori, si sono riuniti per una cena esclusiva in cui è stato possibile approfondire la conoscenza del folto gruppo: 27 speakers di tutte le nazionalitá, riuniti attorno a tavole imbandite presso il ristorante Greco Mezé. Unico relatore italiano, oltre alla sottoscritta, Luca Reginato che, in qualitá di sponsor, ha partecipato con uno speech di presentazione della soluzione di editoria digitale: Pagination.

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Lunedì 6 giugno

Il giorno successivo la hall del Marriott era affollata di graphic designers, editori ed imprenditori, affamati di conoscere il mondo dell’editoria digitale.
La ricca colazione, che ogni giornata ha accolto gli iscritti con una grande varietá di cibo era una tappa obbligata per fare il carico di energie da spendere durante la giornata, ma anche l’occasione per fare networking con gli speakers ed i partecipanti.
Dalle 8.15 alle 12.00 le sessioni si sono svolte in un’unica sala, in perfetto stile americano, con un primo intervento a cura di Jonathan Levit, un designer con la passione per la magia ed il palcoscenito, che ha saputo mixare sapientemente giochi di prestigio e creatività: un’ottimo connubio per coinvolgere la platea e tenerla con la concentrazione al massimo per tutta la durata del suo intervento.

Nelle due giornate successive le sessioni si sono susseguite a ritmo sostenuto con 3 interventi in parallelo. Gli argomenti affrontati sono stati molto dettagliati ed ogni relatore ha fornito degli appunti scritti per permetttere agli iscritti di conoscere i contenuti trattati anche nelle sessioni a cui non hanno potuto partecipare.
Tale documentezione, a mio parere, vale il prezzo di partecipazione in quanto contengono tutti i links di riferimento per approfondire ulteriormente il materiale descritto, per un totale di oltre 300 pagine.

Dalle funzioni di automazione di InDesign, alle regole per esportare un ePub fixed layout, dal flusso di pubblicazione in RGB all’esportazione dei contenuti da InDesign verso il web: tutti i relatori hanno accompagnato i partecipanti passo dopo passo nel mondo dell’editoria cartacea e digitale.

La mia sessione “Scegliere una soluzione di editoria digitale per Voi ed i vostri clienti”

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Partendo da una breve panoramica delle tipologie di devices disponibili sul mercato, la mia sessione ha accompagnato i partecipanti in un viaggio ricco di esempi concreti che mostrano gli aspetti salienti delle più diffuse soluzioni di editoria digitale.
Saper scegliere fra la realizzazione di un eBook o di un’app, conoscere i vantaggi e gli svantaggi offerti dalle soluzioni disponibili, conoscere i flussi di lavoro che contaddistinguono la realizzazione di un eBook e di un’app quali sono le regole di distribuzione sugli stores, creare un’app senza scrivere una riga di codice partendo da InDesign: questi sono stati solo alcuni degli argomenti trattati durante i 60 minuti che ho coperto con la mia presentazione. 
Non sono mancati i momenti in cui i partecipanti hanno sorriso per le battute umoristiche che, con mio grande piacere, hanno sortito lo stesso effetto di quelle in italiano.
La sessione di orientamento si è conclusa con un applauso di apprezzamento e, subito dopo, alcuni iscritti si sono soffermati per avere delle delucidazioni di approfondimento.
La mia presentazione è piaciuta, molti partecipanti si sono complimentati per gli interessanti contenuti e molti altri per la mia capacità di esposizione.
Su questo ultimo punto ho dei dubbi, vista la mia pronuncia con spiccato accento italiano, ma è noto che l’accento italiano in USA è molto gradito!
La soddisfazione maggiore è stata quella di incrociare, nelle ore successive, dei partecipanti che non avevano visto la mia presentazione e sentirmi dire: “Mi hanno detto che ha fatto una sessione molto interessante, mi dispiace non averla seguita, ma ho visto gli appunti e sono molto chiari e ben fatti, la ringrazio.”
Devo ammettere che, aver soddisfatto le aspettative di una platea internazionale, è stata una soddisfazione enorme che contribuirà ad alimentare la mia infinita passione per il ruolo che svolgo come docente e consulente. Potete vedere un trailer del mio intervento cliccando qui.
La giornata di lunedì 6 giugno si è conclusa con una tavola rotonda con alcuni dipendenti Adobe che erano a disposizione della platea per raccogliere le richieste di migliorie dei prodotti di InDesign e di editoria digitale. Dimostrazione di come, un colosso come Adobe, sia ancora interessato a soddisfare le richieste degli utenti che, quotidianamente, utilizzano i loro software.

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Martedì 7 giugno

Dissolta l’adrenalina prodotta dall’emozione vissuta il giorno precedente, la terza giornata del PePCon ho potuto seguire le sessioni degli altri speakers e rivivere, anche questa volta, la sensazione di grande disponibilità e passione da parte dei relatori.
Al termine della giornata, gli iscritti al PePCon avevano l’opzione di partecipare alla serata “Creative WOW” un incontro in cui gli sviluppatori più creativi mostravano alcune loro realizzazioni. È stata una serata divertente: incredibile come la creatività possa essere espressa anche sotto forma di automazione dei dati. 

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Mercoledì 8 giugno

L’ultima giornata del PePCon prevedeva 2 sessioni formative da 3 ore ciascuna, una al mattino ed una al pomeriggio. Sessioni in cui i partecipanti potevano interagire con lo speaker senza la fretta di dover concludere entro i 45 minuti.
In questa giornata ho potuto seguire Laura Brady, una professionista specializzata nell’editoria digitale con una sessione sulla realizzazione avanzata di ePub Fluidi, con particolari approfondimenti sull’utilizzo dei tag, della struttura semantica e l’accessibilità.

Nella stessa giornata ho seguito Mark Heaps, un designer, appassionato di musica, viaggi e tecnologia. Durante la sua sessione ho scoperto dei trucchi particolarmente efficaci da utilizzare con Photoshop, avrò modo di mostrarli durante i prossimi corsi che organizzerò. 🙂

Tornando a casa
L’esperienza di San Diego si è conclusa con una visita alla città per l’acquisto di qualche souvenir e la visita, il giorno successivo, allo zoo più grande del mondo.

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Siamo rientrati in Italia carichi di entusiasmo e di voglia di trasferire le nozioni acquisite con i prossimi corsi. È stato un grande onore aver fatto parte di un gruppo di speaker così prestigioso e sarà un piacere rinnovare questa esperienza in futuro.

In attesa del prossimo PePCon, utilizzeremo il “carico di energia” per alimentare le giornate di studio e sperimentare nuove soluzioni da condividere con chi ci segue!

2017-05-19T15:25:21+00:00 luglio 18th, 2016|News|